BETEL - The International Charity Movement

Chi siamo

"Betel"

"Betel" è un movimento caritativo cattolico internazionale.

Il movimento desidera partecipare nella creazione della civilizzazione dell'amore. Accompagnare l'uomo povero e scoprire nella sua presenza la propria povertà è considerato la norma essenziale e l'unico valore reale quale può veracemente resistere e che si può lasciare indietro. Nell'uomo debole e povero il movimento "Betel" scorge Gesù Cristo stesso. Tramite tutta una serie di organizzazioni, comunità e gruppi si occupa di persone portatori di handicap fisico e di minorati mentali, di malati, di anziani, di bambini e di giovani provenienti dalla campagna e quelli più poveri, e anche aiuta uomini di paesi poveri.

"Betel" è la preoccupazione incessante per la disponibilità interna verso il bene. È una concreazione concreta del mondo di valori perenni. È l'accompagnamento illimitato dell'uomo debole nella piena consapevolezza della propria debolezza. È, infine, la scoperta degli orizzonti del cuore attraverso l'adorazione della persona povera.

Le ispirazioni del "Betel" ad agire sono allignate nelle carte del Vangelo. Nel suo messaggio, il movimento si basa sull'insegnamento della Chiesa cattolica.

Non rigetta persone di altre confessioni né gli atei. Desidera evolvere nello spirito dell'ecumenismo.

"Betel" ha iniziato la sua attività nel 1990. Rispondendo ai bisogni concreti nel corso di tutti questi anni, coerentemente passo per passo, è stata creata tutta una serie di comunità, organizzazioni e gruppi operanti nell'ambiente di bisognosi. Ad oggi, "Betel" è costituito di tre tipi di gruppi concentrati intorno a:
1. La Federazione delle Comunità di Incontro che raggruppa famiglie con bambini handicappati e i loro amici, persone anziane e gruppi integrativi di giovani sani con quelli handicappati.
2. La Federazione delle Comunità di Sostegno che raggruppa volontariato vario, bambini e giovani provenienti dalla campagna e quelli più poveri, gruppi e organizzazioni operanti a beneficio del mondo di persone deboli e povere.
3. La Federazione delle Comunità della Vita, cioè case permanenti e a tempo per orfani sociali handicappati dove gli accompagnatori compiono la funzione sostitutiva del genitore.